Pace un messaggio senza confini Tag

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10 Aug

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02 Jul Corleone – 2 July 2008

Rispondendo ad un invito della Città di Corleone, l’associazione Percorsi ha avuto la possibilità di portare in un luogo simbolo della Sicilia un’edizione speciale del ciclo di conferenze già ospitato in altre città italiane. A lungo voluta come momento importante del processo di cambiamento in atto, la manifestazione ha fatto di Corleone una piattaforma internazionale per lanciare un messaggio di pace con un valore universale. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso agli organizzatori il suo vivo apprezzamento per l’iniziativa complimentandosi con l’amministrazione di Corleone per la sensibilità dimostrata verso il tema della pace. La manifestazione ha ricevuto anche il pieno appoggio del Presidente del Senato, on. Renato Schifani, che si è congratulato per questa ulteriore occasione di promozione della cultura della pace. L’evento si è svolto nella piazza principale della città ed ha ricevuto una forte adesione della cittadinanza corleonese e di intervenuti provenienti da tutta la provincia di Palermo. Più di dieci Sindaci hanno presenziato in rappresentanza dei Comuni più importanti del territorio ed esponendo i gonfaloni delle loro città. Anche la Municipalità di Palermo ha voluto creare un collegamento ideale tra la manifestazione di Corleone e quella tenuta a Palermo due giorni prima, inviando il gonfalone storico del capoluogo regionale. Agli organizzatori e alla Città di Corleone sono giunti i patrocini della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri dell’Interno e della Giustizia e del Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità. Tra i promotori a livello regionale la Regione Siciliana, l’Assemblea Regionale Siciliana e la Provincia di Palermo.
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30 Jun Palermo – “Pace, un messaggio senza confini” – 30 June 2008

La conferenza ha rappresentato la continuazione di un ciclo di eventi, organizzato dall’associazione Percorsi, che ha incontrato l’interesse di numerose Amministrazioni Regionali e Comunali italiane. La Municipalità di Palermo ha messo al centro della propria azione la promozione del ruolo della Città come punto vitale per la diffusione della cultura della pace e ha quindi voluto fare dell’evento un’occasione speciale, per esporre e trattare un tema centrale del nostro tempo e di particolare rilievo per Palermo e per la Sicilia. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio personale di augurio agli organizzatori nel quale ha espresso vivo apprezzamento...

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17 Oct Trieste – Pace, un messaggio senza confini – 17 October 2007

Parte del ciclo di eventi dal titolo "Pace, un messaggio senza confini", organizzato dall’associazione Percorsi, la manifestazione si è svolta a Trieste su invito della regione Friuli Venezia Giulia, ed ha segnato l’avvio alle manifestazioni dedicate alla celebrazione della caduta definitiva delle frontiere tra Italia e Slovenia il 31 Dicembre 2007. Come l'evento tenuto pochi mesi prima presso la Presidenza del Senato, anche questa conferenza si è svolta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Il Presidente Giorgio Napolitano ha fatto pervenire un messaggio personale di augurio agli organizzatori e agli intervenuti. Anche il Presidente del Senato, on. Franco Marini, ha inviato un messaggio nel quale ha espresso la sua piena adesione all’iniziativa e sottolineato come i temi della pace e dell’affermazione della dignità della persona esigano, oltre all’adesione, l’impegno di una politica sempre più fortemente orientata alla promozione dei valori umani. La platea italiana e internazionale ha incluso una forte partecipazione dalla Slovenia, dall’Austria, dalla Germania e da numerosi altri paesi europei. L’evento ha ricevuto i patrocini della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri degli Affari Esteri e dell’Interno e del Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità. Il Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Alessandro Tesini ha introdotto il tema e l’ospite della serata:   “Ho avuto la fortuna e il piacere il 26 di aprile di quest’anno di poter ascoltare Prem Rawat a Palazzo Giustiniani. Data la mia età, dire che sono stato rapito forse mi pare eccessivo, però è stato un incontro davvero straordinario. Perché il problema non è dire bene le cose complicate, il problema è dire bene le cose semplici. E spiegare una cosa che tutto sommato viene detta da tanti anni, che la pace nasce innanzi tutto dentro di noi e spiegarlo in maniera persuasiva, convincente, in un mondo come questo, è un impresa difficile. E Prem Rawat ci riesce. Questo è il punto”. Sul significato dell’ospitare la conferenza a Trieste ha poi aggiunto:   “In quell’occasione ci siamo detti: ‘Pace, messaggio senza confini’...  dove meglio della nostra regione, in questa città, poter spiegare che al di là delle disgrazie della storia e di quello che gli stati sono stati capaci di fare in tanti anni, nel cuore delle persone, nel cuore di tutti c'era il messaggio e la spinta verso la pace”. Prem Rawat, oratore principale dell’evento, ha poi descritto come ognuno abbia le proprie soluzioni in favore della pace: “Qualcuno arriva e dice: ‘Se solo potessimo riunirci assieme, e mettere da parte le nostre differenze’… E’ una bella teoria. Ma non ha funzionato. Come mai? Neanche quattro bambini riescono a farlo! Avete mai visto quattro bambini stare assieme e mettere da parte le loro differenze? Io no. Basta solo una palla, un solo gelato, ed è finita… ”. E sottolineando la sproporzione tra l’attitudine al conflitto e gli sforzi per la pace: “Abbiamo una lunga lista, estremamente lunga, dei motivi per cui dovremmo combatterci. E abbiamo solo poche note scritte a malapena su un foglietto dei motivi per cui non dovremmo combattere. Da una parte nutriamo le prossime generazioni, e dall’altra prepariamo la loro uccisione. E’ una ben strana dicotomia quella in cui siamo intrappolati...” Ha poi proseguito esponendo la contraddizione per cui una quantità impressionante di denaro viene speso per la guerra ma molto poco per la pace e ne ha fornito una possibile chiave di lettura: “Se non ci è possibile conquistare la pace allora abbiamo un problema capitale. Vuol dire che non riusciamo a comprendere il significato della vita, cosa voglia dire esistere. Cos’è davvero la pace? E da dove proviene il desiderio di pace? E’ forse stato qualcuno che ha deciso a tavolino che avere pace nel modo è una buona idea? Oppure la pace è innata, così come è innato il desiderio di essa in ogni essere umano sulla faccia della terra? Questa domanda a mio parere è centrale, perchè se il desiderio di pace è innato e fondamentale per ogni essere umano – come il cibo, come il sonno, il respiro, l’acqua – se è davvero fondamentale, se cioè senza non possiamo esistere, allora in sua assenza tutto è fuori equilibrio. E’ questo il nostro fondamento. Il bisogno, nel cuore, che ogni giorno ci spinge a trovare l’appagamento. Ci sono persone nel mondo che stanno cercando di portare la pace. Ma la pace non ha bisogno di essere portata da nessuna parte. Perché esiste già dentro di voi, è sempre esistita e finchè vivrete esisterà sempre. La pace di cui sto parlando è la pace che un soldato può provare nel bel mezzo del campo di battaglia. E’ la pace che un detenuto può provare nel bel mezzo di una prigione. Queste non sono parole vuote né sono sogni irrealizzabili. Il bisogno di ogni essere umano è sempre stato lo stesso. Quando Socrate diceva “Conosci te stesso”, di cosa parlava? Ora è diventato argomento di discussione nelle università. “Conosci te stesso”, perché sei tu la fonte di quello che stai cercando”. Prem Rawat ha quindi concluso dicendo: “Ho una visione per la pace? No. Ho qualcosa di più. E molto umilmente vi dico – molto umilmente – quello che state cercando è dentro di voi. Che la pace per te, in quanto essere umano sulla faccia di questa terra è interamente possibile. Rivolgiti dentro. E la proverai. La domanda poi diventa ‘Come faccio a guardare dentro?’. Comincia con l’apprezzare ogni giorno della tua vita”. La Presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, ha consegnato a Prem Rawat un dono che simboleggia l’intreccio delle diverse etnie e culture che convivono nella sua provincia e ha ricordato come i confini non siano soltanto quelli tra stati ma anche quelli interiori, per la caduta dei quali è certamente responsabile ognuno di noi. Il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha portato il saluto della città ricordando come l’evento segni l’inizio dei festeggiamenti per la caduta del confine con la Slovenia e, ringraziandolo per le sue parole, ha consegnato a Prem Rawat una targa con il simbolo del comune. La serata si è conclusa con i ringraziamenti alle autorità e a tutti gli ospiti i presenti, e con l’annuncio che la manifestazione sarà ospitata in altre regioni e città italiane nel 2008. Il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, ha ricevuto Prem Rawat in occasione della conferenza, gli ha illustrato le caratteristiche etniche e culturali della Regione ed ha espresso apprezzamento per il lavoro dell’ospite in favore della pace. [gallery link="file" order="DESC"]
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26 Apr Rome, Senate – Pace, un messaggio senza confini – 26 April 2007

Il tema della manifestazione, che ha avuto come titolo "Pace, un messaggio senza confini", è stato il riconoscimento dell’azione in favore della pace svolta da Prem Rawat, il quale nell’arco della sua vita ha instancabilmente incoraggiato gli individui in tutto il mondo a considerare la pace come una necessità fondamentale nella propria esistenza, ed ha promosso numerose iniziative filantropiche in favore della dignità umana. Il suo messaggio di pace incoraggia il superamento di qualsiasi confine tra i popoli, gli individui, le culture. L'evento è stato ospitato nella Sala Zuccari di palazzo Giustiniani, presso la Presidenza del Senato. Organizzata dall’associazione Percorsi, la manifestazione si è svolta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il quale ha fatto pervenire un messaggio personale di incoraggiamento e augurio agli organizzatori e agli intervenuti. Il Presidente del Senato, senatore Franco Marini, che ha concesso ospitalità all’evento, ha inviato un messaggio di benvenuto nel quale ha dichiarato: “Il valore della pace è condizione necessaria per la crescita dell’umanità. La pace, infatti, è un messaggio in grado di giungere ed essere compreso da tutti gli uomini. Senza distinzioni etniche, religiose o politiche: di questo carattere universale ben si è fatto interprete Prem Rawat, che porta la sua visione alla conferenza odierna in Senato”. Il Sindaco di Roma ha inviato un messaggio di cui è stato latore l’assessore Jean-Léonard Touadi, che nel suo intervento ha dichiarato: “Porto il saluto di tutta la città e della Giunta, di tutti i romani, a un personaggio così importante come Prem Rawat, che intratterrà oggi questo pubblico su un tema così importante come la pace.” Sottolineando le numerose iniziative che Roma promuove e favorisce come “città della pace”, l’assessore Touadi ha elogiato Prem Rawat per il suo approccio all’argomento della pace, da lui trattato “con competenza, carisma e profondo senso etico”. La manifestazione ha visto l'intervento di due ospiti provenienti dal Libano e da Israele, i quali hanno fornito una testimonianza su come, grazie alla prospettiva fornita dal messaggio di Prem Rawat, la pace possa essere cercata e sentita anche nel pieno di un conflitto. Il Senatore a vita Presidente Emilio Colombo, uno dei maggiori sostenitori dell’iniziativa, nel suo intervento ha descritto così l’essenza del contributo di Prem Rawat al tema della pace: “L’aspetto più originale e interessante dei colloqui sulla pace che Prem Rawat va svolgendo in ogni parte del mondo, è questa: se vuoi la pace nel mondo, cercala prima di tutto dentro di te. È la ricerca di un equilibrio che ciascuno di noi difficilmente riesce a realizzare, ma che quando lo conquista ha veramente fatto una conquista che non riguarda solamente lui stesso, ma che si diffonde, crea le condizioni perché poi tutti i politici, coloro che si occupano dei rapporti tra le nazioni e gli stati possano avere il fondamento per realizzare il loro obiettivo”. “Vorrei augurare che ciascuno di quei popoli in contesa ritrovasse lo spirito che sollecita Prem Rawat, ritrovasse in sé l’equilibrio per abolire i contrasti etnici, la differenza tra le popolazioni, la differenza tra gli interessi, gli odi antichi e convincersi che solo entro il proprio animo, nell’animo di ciascuno, se si è realizzato l’equilibrio della pace si può guardare con amore agli altri. E la pace diventa una realtà." Prem Rawat, ospite d’onore dell’evento, ha dichiarato: “La pace che abbiamo necessità di sentire, e la pace di cui oggi dovremmo discutere nel mondo, in tutto il mondo, è il tipo di pace il cui riflesso sia il cessare dei conflitti ai confini delle nazioni. Ma ciò deve essere, appunto, un riflesso. Così come la guerra è la conseguenza di qualcosa, il cessare della guerra sarà solo una conseguenza. Una conseguenza del fatto che ogni persona, ognuno di noi, possa provare la pace dentro di sé.” Parlando poi dello stretto legame tra pace e sviluppo, Prem Rawat ha chiarito che la crescita della società e dell’uomo si basa sul fondamento della pace: “Abbiamo messo in secondo piano la pace in favore della prosperità, ma la pace deve venire prima della prosperità, e non viceversa. La pace è stata oggetto della ricerca di ogni civiltà del pianeta, ma la sete di pace risiede dentro ognuno di noi. E la realtà della pace è anch’essa dentro di noi. Da dove si può iniziare? Non da un qualsiasi fattore esterno, ma da noi stessi”. E ha poi aggiunto: “Se si vuole la pace sulla faccia della terra occorre accendere ognuna di queste lampade, chiamate esseri umani”. Elaborando la similitudine della lampada ha poi aggiunto che si debbono coltivare ogni giorno le vere priorità dell’esistenza, così come una lampada si mantiene accesa non solo grazie allo stoppino o al suo involucro ma soprattutto nell’olio che la alimenta. Prem Rawat ha quindi presentato una delle recenti realizzazioni della Prem Rawat Foundation, che si occupa di iniziative umanitarie in tutto il mondo: un centro permanente per l’assistenza alimentare costruito in India, nella regione di Ranchi, che serve centinaia di pasti a ragazzi e adulti ogni giorno. Il Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, ha consegnato una medaglia d’oro a Prem Rawat raffigurante un’antica moneta Lucana, in riconoscimento del suo lavoro in favore della pace, e dichiarando: “Nello straordinario discorso del signor Prem Rawat ho vissuto con emozione quanto talvolta parole usate ed abusate come la pace possano uscire rafforzate da prospettive importanti." “Io penso che la pace abbia bisogno anche di radici e penso che il contributo di radici e di storia che può dare anche una piccola regione sia una goccia di quell’olio che lui ci ha descritto, che noi dobbiamo costantemente versare nella lampada, per mantenere accesa una fiamma importante”. Anche l’assessore alla cultura e alla pace del Friuli Venezia Giulia, Roberto Antonaz, ha consegnato a Prem Rawat una medaglia a nome della sua regione. Ringraziando l’ospite, ha dichiarato: “Io credo che nella pace siano riassunte tutte le più grandi dimensioni della natura umana… ma soprattutto viene riassunto il più grande sentimento di cui l’uomo è capace, cioè l’amore. In politica la parola amore non si usa troppo spesso. E di questo si sente molta mancanza. Per questo io sono a dare a Mr. Rawat questo riconoscimento della mia regione, la regione Friuli Venezia Giulia, che vorremmo fosse una regione di pace”. Il Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Alessandro Tesini, ha consegnato a Prem Rawat un riconoscimento costituito da una targa raffigurante la fondazione di Aquileia, spiegando: “Ad Aquileia, la più grande città romana dopo Roma, nell’impero si diceva ‘si vis pacem para pacem’,  e non ‘bellum’… Credo sia questo il modo migliore per dire a nome del consiglio regionale della mia regione grazie a Prem Rawat per i ponti che continua a costruire ovunque, perché da Aquileia noi, duemila anni fa abbiamo tentato di costruire quei ponti dei quali, dopo duemila anni, c’è ancora bisogno”.
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