Agrigento – “Pace: Patrimonio dell’Uomo Diritto dell’Umanità” – 3 febbraio 2009

Agrigento – “Pace: Patrimonio dell’Uomo Diritto dell’Umanità” – 3 febbraio 2009

Il Comune di Agrigento ha voluto arricchire la Sagra del Mandorlo in Fiore del 2009 di un significato più ampio, promuovendo il ruolo della Città come centro vitale per la diffusione della cultura della pace.

Il Sindaco di Agrigento ha invitato Prem Rawat come ospite d’onore per accendere il tripode della pace e della fratellanza tra i popoli per l’inaugurazione della Sagra del Mandorlo in fiore, dedicando al tema anche una specifica conferenza al Teatro Pirandello che ha avuto Mr. Rawat come relatore principale.

Il sindaco di Agrigento Marco Zambuto ha presentato l’evento, al quale partecipavano autorità militari e civili e un folto pubblico, con le parole: “Nell’accendere la Fiaccola dell’Amicizia esprimiamo la nostra speranza di poter vivere tutti insieme in pace.”

Nello stesso giorno Prem Rawat è poi stato ospite d’onore al Teatro Pirandello, dove gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Agrigento, la famosa “Città dei Templi” e dove il dott.Francesco Cascio, presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, gli ha assegnato un riconoscimento ufficiale.
La sala era gremita di persone erano venute ad ascoltare il discorso di Prem Rawat.

“La pace è importante” ha infatti detto al suo pubblico. “Questa ricerca non è nuova. Sono sicuro che mentre gli eserciti marciavano attraverso le nazioni con l’idea di conquistarle, c’erano sempre delle voci che chiedevano la pace. Sono state udite? Non lo so. Sono state ascoltate? Non lo so. Però so che oggi siamo qui per dare voce a quelle richieste di pace.”

Il quotidiano La Sicilia ha così descritto Prem Rawat: “Un pacifista noto a livello planetario che viaggia in tutto il mondo per presentare un messaggio insolito di pace con parole che riscaldano il cuore delle persone sole e accendono una speranza tra coloro che vivono nella guerra o che semplicemente non hanno mai trovato la pace interiore e conducono una vita difficile nella nostra società.”