Palermo – “pace, un messaggio senza confini” – 30 giugno 2008

Palermo – “pace, un messaggio senza confini” – 30 giugno 2008

La conferenza ha rappresentato la continuazione di un ciclo di eventi, organizzato dall’associazione Percorsi, che ha incontrato l’interesse di numerose Amministrazioni Regionali e Comunali italiane. La Municipalità di Palermo ha messo al centro della propria azione la promozione del ruolo della Città come punto vitale per la diffusione della cultura della pace e ha quindi voluto fare dell’evento un’occasione speciale, per esporre e trattare un tema centrale del nostro tempo e di particolare rilievo per Palermo e per la Sicilia.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio personale di augurio agli organizzatori nel quale ha espresso vivo apprezzamento per la sensibilità mostrata dall’amministrazione comunale di Palermo per un’iniziativa volta a promuovere la sensibilità e l’impegno di ogni persona verso il grande tema della pace, ed ha augurato un nuovo successo all’edizione siciliana della conferenza.

Anche il Presidente del Senato, on. Renato Schifani, ha inviato un messaggio in cui ha sottolineato il valore del richiamare l’attenzione di tutti sui temi della pace, della solidarietà e del dialogo fra i popoli, e si è congratulato per aver dato vita all’Associazione Percorsi con l’obiettivo di promuovere la cultura della pace attraverso momenti di approfondimento e di confronto fra le varie città italiane.

La manifestazione ha ricevuto una forte adesione di pubblico. Oltre ad una piena partecipazione della cittadinanza palermitana il Teatro Massimo ha ospitato una platea europea ed internazionale.

L’evento ha ricevuto i patrocini della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri dell’Interno e della Giustizia e del Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità. Tra i promotori a livello regionale la Regione Siciliana, l’Assemblea Regionale Siciliana e la Provincia di Palermo.

La serata è stata condotta dalla dottoressa Lia Iacoponelli, psichiatra e scrittrice palermitana:

“Un benvenuto nella nostra isola di luce a tutti gli ospiti che provengono da tutte le città d’Italia, ma anche da tutto il mondo. Sono molto onorata di presentare questa conferenza che, sono certa, resterà nella storia della città di Palermo. E in tutta la Sicilia, in questa nostra terra, cuore del Mediterraneo, come una pietra miliare nel favorire la cultura della pace, dell’armonia, della concordia”.

L’Assessore alla Sanità di Palermo Filippo Cannella, ha portato i saluti della Città. Nel suo intervento ha parlato della guerra da lui vissuta in gioventù e del valore universale della pace, sottolineando come questo valore debba essere ben saldo in ogni individuo:

“Pace che non è soltanto assenza di guerra, ma anzitutto atteggiamento dello spirito. Come seme che deve germogliare, crescere e fruttificare nel cuore di ogni uomo. Chi non trova la pace nel suo cuore, non solo non vive bene ma non la può trasmettere ai suoi simili”.

L’Onorevole Antonello Antinoro, Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, ha portato i saluti della Regione e ha posto il tema della conferenza nel delicato contesto siciliano:

“Noi viviamo in una terra difficile. Tra pochi giorni avremo l’anniversario dell’eccidio di quello straordinario uomo siciliano che è stato Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta. E noi come siciliani abbiamo vissuto quella guerra. Ma questa è una terra che ha reagito con forza, che ancora deve compiere grandi passi in avanti ma che ne ha già compiuti molti”. L’Onorevole Antinoro ha poi espresso con forza come il processo di cambiamento in atto in Sicilia può arricchirsi in maniera significativa dell’importante contributo dato dalla manifestazione.

Prem Rawat, oratore principale ed ospite d’onore dell’evento, nel suo discorso ha posto la questione centrale, ossia se la pace sia un obiettivo veramente possibile, sottoposto com’è allo scetticismo di molti:

“Quando parlo di pace alcuni mi espongono il motivo per cui avere pace non è possibile. Mi dicono che al mondo c’è troppa avidità. Mi dicono che al mondo c’è troppa religione. Mi dicono che al mondo ci sono troppe differenze tra le persone. Quello che ho notato è che tutti hanno una o due ragioni… se hanno studiato la cosa attentamente magari ne hanno quattro, cinque, forse se sono veramente bravi hanno dieci ragioni per le quali la pace non può esistere sulla faccia della terra”. A bilanciare questa visione c’è però un bisogno fondamentale di tutta l’umanità: “Il bisogno lancinante di pace è esistito sulla terra fin da quando abbiamo cognizione della storia. Sapete quante sono invece le ragioni in favore della pace? Sei miliardi e settecento milioni di ragioni per cui dovrebbe esserci la pace sulla terra. Come mai così tante? Ebbene, questo è il totale della popolazione nel mondo”.

Alla base c’è dunque la necessità di pace che risiede in ogni persona: “Ormai le persone capiscono che l’assenza di pace non è una scelta possibile. Il dare il benvenuto alla guerra deve cessare. Ad un certo punto nella nostra vita dobbiamo cominciare a vivere in pace con noi stessi. E quando possiamo vivere in pace con noi stessi possiamo vivere in pace col nostro prossimo. Con i nostri amici. Con la nostra famiglia. Non sottovalutate la ragione in favore della pace.

La pace è importante per ogni individuo, perchè è il collante che rende tutto tollerabile non solo per le società ma per le famiglie e per ogni persona sulla terra”. Non parlo di un’utopia. I problemi da risolvere ci saranno. E dovremo affrontarli. Ci saranno i bisogni della società, e dovremo affrontarli. Ma almeno, su un semplice livello individuale, ci sarà la pace”. Esiste quindi una responsabilità dell’individuo verso se stesso e verso gli altri: “La mia responsabilità non può mai venir meno. Quale responsabilità? Quella di essere un essere umano. Non importa che aspetto abbia il mio viso. Non importa quale lingua io parli. Non importa di che colore sia il mio abito.
Non posso dimenticare la responsabilità che ho, quella responsabilità primaria per la quale sono innanzitutto un essere umano”.

Collegando il tema della pace a quello della dignità umana, Prem Rawat ha sintetizzato così il necessario equilibrio individuale che si deve riflettere anche nelle istituzioni e nell’intera società:

I più forti hanno necessità di essere i più gentili. E i più intelligenti hanno necessità di essere i più semplici. E i più ricchi hanno necessità di essere i più umili. Questo non si applica soltanto alle persone. Può essere senz’altro applicato anche alle grandi istituzioni. La nazione più ricca del mondo dovrebbe anche essere la nazione più umile del mondo. E la nazione più intelligente del mondo dovrebbe essere anche la nazione più semplice del mondo. Dovrebbe usare la sua conoscenza, la sua esperienza, la sua innovazione per risolvere i problemi più basilari del mondo”.

Concludendo il suo intervento ha poi affermato:

“Iniziate col comprendere il vostro bisogno personale di pace. Non ciò che avete letto, non ciò che ritenete possibile, ma la vostra personale necessità. Perchè lasciate che vi dica che la sete di pace è in ogni cuore umano. Dovunque siate, trascende la lingua, trascende la cultura, trascende ogni barriera in cui ci riconosciamo”.

L’Assessore Cannella ha presentato all’ospite un riconoscimento da parte della Città di Palermo.

Il Sindaco di Corleone Antonino Iannazzo ha concluso la serata invitando il sig. Rawat a tenere una conferenza a Corleone e gli ha offerto la cittadinanza onoraria della sua Città in riconoscimento del suo lavoro in favore dei valori della pace, della dignità e della legalità.

Al signor Prem Rawat e all’Associazione Percorsi sono giunti numerosi inviti ad organizzare eventi in altre città della Sicilia per tener vivo e diffondere l’interesse sul tema essenziale della pace.

http://www.associazionepercorsi.com/wp-content/uploads/2010/07/scheda-Palermo-2008.pdf

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